Chi uscì con Julia Mamea?
Caracalla ha datato Julia Mamea dal ? al ?.
Julia Mamea
Julia Avita Mamea (en latín: Iulia Avita Mamæa), nacida el 29 de agosto de 180 en Emesa (actual Homs, Siria), muerta en 235, fue la segunda hija de Julia Mesa, una poderosa matrona romana de origen sirio y del noble Julio Avito. El cognomen de Mamea proviene del árabe, al igual que el de Domna, Maesa o Soemias. Deriva de Māma, un arcaísmo atestiguado en el matronímico de una figura preislámica, Ka'b ibn Mama. Fue sobrina de la emperatriz Julia Domna y del emperador Septimio Severo y hermana de Julia Soemia Basiana, y madre del emperador Alejandro Severo, sobre el que ejerció gran influencia. Durante una campaña contra los germanos, los soldados se amotinaron y mataron al joven emperador y a su progenitora.
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Cesare Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto (in latino Marcus Aurelius Severus Antoninus Pius Augustus; Lugdunum, 4 aprile 188 – Carre, 8 aprile 217), nato Lucio Settimio Bassiano (in latino Lucius Septimius Bassianus), conosciuto anche con il nome onorifico di Marco Aurelio Antonino Augusto (in latino Marcus Aurelius Antoninus Augustus) dal 198 al 211 ma meglio noto con il soprannome di Caracalla, dal nome del mantello gallico che usava indossare, è stato un imperatore romano (appartenente alla dinastia dei Severi) che regnò dal 211 al 217, anno della sua morte.
Importante provvedimento preso durante il suo regno fu l'emanazione dell'editto noto come Constitutio Antoniniana, che concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'Impero di condizione libera. L'estensione della cittadinanza fu una spinta importante all'uniformazione delle amministrazioni cittadine: spariva la gerarchia fra le città e ormai la differenza fra i sudditi dell'Impero non era più sul piano della cittadinanza, ma sul piano del godimento dei diritti civili, fra honestiores e humiliores.
Aspirando alla gloria militare Caracalla sfruttò la propaganda imperiale per far passare per grandi vittorie le battaglie contro le popolazioni germaniche dei Catti e degli Alamanni, che si erano concluse in realtà con trattative diplomatiche. Per mantenere l'appoggio dell'esercito innalzò ancora i compensi ai soldati e a questo scopo aumentò le imposte e proseguì nella politica di svalutazione della moneta inaugurata dal padre. La sua ambizione fu quella di emulare Alessandro Magno e per questo avviò una nuova campagna contro i Parti. Durante la preparazione della guerra in Oriente nel 217 Caracalla cadde vittima di una congiura ordita dal prefetto del pretorio, Opellio Macrino, che si fece proclamare imperatore e trattò la pace con i Parti.
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