Chi uscì con Julia Mamaea?
Caracalla ha datato Julia Mamaea dal ? al ?.
Julia Mamaea
Julia Avita Mamæa (francisé en Julie Mamée, née v. 180, morte le ), est la sœur cadette de Julia Soæmias, fille de Julia Mæsa et nièce de Julia Domna, l'épouse de Septime Sévère. Elle est la mère de l'empereur Sévère Alexandre.
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Cesare Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto (in latino Marcus Aurelius Severus Antoninus Pius Augustus; Lugdunum, 4 aprile 188 – Carre, 8 aprile 217), nato Lucio Settimio Bassiano (in latino Lucius Septimius Bassianus), conosciuto anche con il nome onorifico di Marco Aurelio Antonino Augusto (in latino Marcus Aurelius Antoninus Augustus) dal 198 al 211 ma meglio noto con il soprannome di Caracalla, dal nome del mantello celtico che usava indossare, è stato un imperatore romano appartenente alla dinastia dei Severi, che regnò dal 211 al 217, anno della sua morte.
Un importante provvedimento preso durante il suo regno fu l'emanazione dell'editto noto come Constitutio Antoniniana, che concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero di condizione libera. L'estensione della cittadinanza fu una spinta importante all'uniformazione delle amministrazioni cittadine: sparì la gerarchia fra le città e ormai la differenza fra i sudditi dell'Impero non era più sul piano della cittadinanza, ma sul piano del godimento dei diritti civili, fra honestiores e humiliores. Aspirando alla gloria militare, Caracalla sfruttò la propaganda imperiale per far passare per grandi vittorie le battaglie contro le popolazioni germaniche dei Catti e degli Alamanni, che si erano concluse in realtà con trattative diplomatiche. Per mantenere l'appoggio dell'esercito, innalzò ancora i compensi ai soldati, aumentò a questo scopo le imposte e proseguì nella politica di svalutazione del denaro inaugurata dal padre.
La sua ambizione fu quella di emulare Alessandro Magno, e per questo avviò una nuova campagna contro i Parti; durante la preparazione della guerra in Oriente, nel 217 Caracalla cadde vittima di una congiura ordita dal prefetto del pretorio, Opellio Macrino, che si fece proclamare imperatore e trattò la pace con i Parti.
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