Chi uscì con Louise de La Vallière?
Louis XIV of France ha datato Louise de La Vallière dal ? al ?. La differenza di età era di 5 anni, 11 mesi e 1 giorni.
Louise de La Vallière
Françoise Louise de La Baume Le Blanc, Duchess of La Vallière and Vaujours (6 August 1644 – 6 June 1710) was a French noblewoman and the mistress of Louis XIV from 1661 to 1667.
La Vallière joined the royal court in 1661 as maid-of-honour to Henrietta of England. She soon became Louis XIV's mistress. Two of her four children by the King, Marie-Anne, Mademoiselle de Blois (princess of Conti by marriage) and Louis, Count of Vermandois survived infancy and were legitimised. She was an important participant in the court's intellectual life, interested in the arts, literature, and philosophy.
In 1666, she was replaced as mistress by Madame de Montespan; she was created a suo jure duchess and invested with lands. After an illness in 1670, La Vallière turned to religion and wrote a popular devotional book. In 1674, she entered a Carmelite convent in Paris where she died in 1710.
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Luigi XIV di Borbone, detto il Re Sole (Le Roi Soleil) o Luigi il Grande (Saint-Germain-en-Laye, 5 settembre 1638 – Versailles, 1º settembre 1715), fu il 64º re di Francia e 44º di Navarra.
Membro della casata dei Borbone, regnò per 72 anni e 110 giorni, dal 14 maggio 1643, quando aveva meno di cinque anni, fino alla morte nel 1715, quando ne aveva quasi 77. Venne chiamato Re Sole a causa del suo emblema personale, il Sole.
La concezione di governo che lo ispirava è perfettamente sintetizzata nella celebre frase: «L'État, c'est moi!» («Lo Stato sono io!»).
Per la sua durata il regno di Luigi XIV è al primo posto nella classifica dei regni più lunghi della storia seguito da Elisabetta II del Regno Unito. Nato a Saint-Germain-en-Laye, fu il primogenito di Luigi XIII e di Anna d'Austria. Il 10 marzo 1661, alla morte del cardinale Mazzarino, prese personalmente il potere segnando la fine delle grandi rivolte nobiliari, parlamentari, protestanti e contadine che avevano segnato i decenni precedenti. Luigi impose l'obbedienza a tutti gli ordini della popolazione e il controllo sulla religione, condannando il giansenismo nel 1660 e il protestantesimo, revocando l'Editto di Nantes, nel 1685. Durante il suo regno rafforzò l'influenza della Francia in Europa e nel mondo, combattendo tre grandi conflitti, ma oltre che militarmente la cultura francese fu sovrana in Europa durante il suo lungo regno. Fino alla morte fu convinto assertore di una monarchia di tipo assolutistico e della legittimità dei diritti divini del monarca.
Continuò inoltre l'opera dei suoi predecessori nel tentativo di creare uno Stato sempre più centralizzato governato direttamente dalla capitale: Parigi. Cercò di eliminare gli ultimi resti dell'antico feudalesimo medievale persistente in alcune parti della Francia con il trasferimento dal 1682 della corte intera alla reggia di Versailles, il grande palazzo da lui fatto realizzare in aperta campagna con il preciso scopo di controllare direttamente l'aristocrazia e costringerla a vivere lontana dalla vera politica che si dibatteva nella capitale. Con questi mezzi consolidò il sistema della monarchia assoluta in Francia, la cui supremazia perdurò sino alla rivoluzione francese.
Alla sua morte gli succedette il bisnipote di appena cinque anni, che assunse il nome di Luigi XV, dal momento che tutti gli eredi intermedi gli erano premorti: suo figlio Luigi, il Gran Delfino, il primogenito del delfino Luigi, duca di Borgogna e anche il figlio di questi, Luigi, duca di Bretagna (fratello maggiore di Luigi XV).
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