Chi uscì con Ania Pieroni?

  • Bettino Craxi ha datato Ania Pieroni dal ? al ?. La differenza di età era di 23 anni, 0 mesi e 4 giorni.

Ania Pieroni

Ania Pieroni (born 28 February 1957) is an Italian former actress, who is best known for The House by the Cemetery (1981), Tenebrae (1982) and Inferno (1980).

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Bettino Craxi

Bettino Craxi

Benedetto Craxi, detto Bettino (IPA: [betˈtiːno ˈkraksi]; Milano, 24 febbraio 1934 – Hammamet, 19 gennaio 2000), è stato un politico italiano, presidente del Consiglio dei ministri dal 4 agosto 1983 al 18 aprile 1987 e segretario del Partito Socialista Italiano dal 16 luglio 1976 all'11 febbraio 1993.

Considerato come uno degli uomini politici più rilevanti e influenti nella storia della Repubblica Italiana, in particolare negli anni ottanta, fu anche il primo socialista ad aver rivestito l'incarico di presidente del Consiglio dei ministri. Il primo dei due governi da lui presieduti è stato il quarto più longevo nella storia della Repubblica Italiana, nonché il più duraturo della cosiddetta Prima Repubblica.

Craxi aveva una forte sintonia con i leader della sinistra europea come Felipe González e Mário Soares, e s'impegnò fortemente per l'affermazione del "socialismo mediterraneo" e dell'eurosocialismo.

Coinvolto nelle inchieste di Mani pulite condotte dai giudici di Milano agli inizi degli anni 1990, subì due condanne definitive per corruzione e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano. Morì mentre erano in corso altri quattro processi contro di lui. Egli respinse fino all'ultimo l'accusa di corruzione, mentre ammise di essere a conoscenza del fatto che il PSI aveva accettato finanziamenti illeciti, affermando che «per decenni» tutti i partiti si erano finanziati illegalmente senza mai essere «oggetto di denunce», con atteggiamenti di «complicità». Il partito e i governi di Craxi vennero sostenuti anche da Silvio Berlusconi, il quale aveva instaurato con il leader socialista un rapporto di amicizia, rimanendone politicamente distante ma non avverso.

Ancora oggi, a diversi anni dalla morte, la sua memoria suscita sentimenti controversi. Quelli di apprezzamento si rivolgono a lui come precursore della modernizzazione del Paese e della politica italiana. Quelli di esecrazione sono cagionati dal forte aumento del debito pubblico sotto i suoi governi e dalle condanne riportate a seguito delle indagini di Tangentopoli, ai quali fece seguito la decisione di fuggire dall'Italia.

Recatosi a Hammamet, in Tunisia, mentre erano ancora in corso i procedimenti giudiziari nei suoi confronti, morì latitante; secondo i suoi sostenitori, fu invece vittima di una giustizia politicizzata, sostenuta dai media, che lo avrebbe costretto all'esilio in Tunisia.

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