Chi uscì con Al-Wathiq?
Faridah the Younger ha datato Al-Wathiq dal ? al ?.
Al-Wathiq
al-Muʿtaṣim (Abū Jaʿfar Hārūn ibn Muḥammad) (in arabo أبو جعفر هارون بن محمد المعتصم?), il cui laqab era al-Wāthiq bi-llāh (in arabo ﺍﻟﻮاثق بالله?), ossia Colui che s'affida ad Allāh (pressi della Mecca, 17 aprile 812 – Samarra, 10 agosto 847) fu il nono califfo della dinastia abbaside.
Al-Wathiq è descritto nelle fonti come un uomo dotto, affascinato dalla cultura, ma anche quale poeta e bevitore, che si allietava in presenza di poeti e musicisti oltre che di studiosi. Durante il suo breve regno furono portate avanti le politiche di suo padre, al-Mu'tasim, poiché il potere continuò a rimanere nelle mani degli stessi funzionari che al-Mu'tasim aveva nominato. Tra gli avvenimenti principali accaduti mentre amministrò il califfato si deve ricordare la soppressione di varie rivolte, spesso contrarie ai combattenti turchi insopportabilmente rapaci e iattanti nei confronti dei civili. Delle insurrezioni di ribelli beduini si verificarono infatti a Bilad al-Sham, in Siria, nell'842, nell'Hegiaz nell'845 e nello Yamāma nell'846. Più difficile fu riappacificare l'Armenia, per cui ci vollero diversi anni. Un'ultima insurrezione ebbe luogo nella stessa Baghdad nell'846, guidata da Ahmad ibn Nasr al-Khuza'i. Questi protestò per via la grande considerazione che al-Wathiq riservava alla dottrina del mutazilismo e perché il califfo aveva ripristinato il meccanismo del miḥna per sradicare gli oppositori. Negli affari esteri, il perenne stato di guerra con l'Impero bizantino non si arrestò e gli Abbasidi ottennero persino una significativa vittoria nella battaglia di Mauropotamos, ma dopo uno scambio di prigionieri nell'845, le lotte si placarono per diversi anni.
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